Pubblicato da: CSpadoni | 2 marzo 2010

L’erbetta del vicino è sempre più verde

E se non è più verde, è proprio quella che lo chef desidera.
Nasce l'”orto di prossimità“, dove il cuoco andrà a raccogliere l’ingrediente che desidera impiegare.
L’iniziativa è frutto di un accordo fra Agia, l’associazione dei giovani imprenditori agricoli della Cia, e i Jeunes Restaurateur d’Europe (JRE). Il ristoratore potrà collaborare con l’agricoltore per ottimizzare la parte di raccolto destinata ad essere rielaborata nei piatti.
Una sorta di patto tra giovani per offrire e garantire a tavola tipicità, qualità e freschezza.

Così recita il comunicato dell’associazione (continua sotto l’immagine).

Lattuga

“Ogni giovane ristoratore avrà la possibilità di aprire un filo diretto con uno o più giovani agricoltori della sua zona, i quali ne raccoglieranno le richieste attivando o incrementando la produzione agricola desiderata. Insomma, lo chef avrà un orto a sua disposizione dove far seminare e raccogliere prodotti con i quali elaborare il menù quotidiano da presentare ai clienti del ristorante. Un esempio di filiera “ultra-corta” per assicurare un cibo veramente genuino. Il tutto racchiuso in un nuovo concetto: il “contatto con il contado”. E’ questo il frutto di un’intesa sottoscritta dai Jeunes Restaurateur d’Europe (JRE), sezione Italia, e dall’Agia, l’Associazione dei giovani imprenditori agricoli della Cia – Confederazione italiana agricoltori.
In pratica, gli orti di prossimità sono orti vicini al ristorante, in cui lo chef può collaborare con l’agricoltore per ottimizzare la parte di raccolto agricolo destinata ad essere rielaborata nei piatti. Un modo per dare un senso concreto ad una ristorazione diversa e sostenibile. E proprio in quest’ambito che si articola e sviluppa l’intesa tra Agia e JRE che è in grado di assicurare -come si legge nell’accordo- produzioni fresche e locali e prezzi promozionali, dei quali beneficeranno i consumatori nella scelta del menù nel ristorante.
L’intesa prevede, inoltre, il coordinamento e la promozione di iniziative gastronomiche di qualità in ristoranti associati JRE, realizzate mediante l’elaborazione dei prodotti del territorio di riferimento forniti dalle aziende socie dell’Agia.
Nel protocollo di collaborazione si rimarca anche la promozione, attraverso adeguati mezzi di comunicazione, della conoscenza presso i consumatori delle procedure di realizzazione delle ricette elaborate dagli chef e ottenute con i prodotti degli associati Agia, anche con visite presso le aziende agricole e i ristoranti del circuito JRE.
Nell’accordo è prevista l’organizzazione di corsi di alta cucina e di educazione gastronomica, tenuti dagli associati JRE con prodotti forniti dalle aziende Agia, in modo da poter partire dal prodotto per arrivare alla ricetta e dimostrare che la qualità della materia prima, associata alla corretta elaborazione, è essenziale nella preparazione di piatti di qualità.
Un accordo, quindi, che dimostra chiaramente come la qualità e la genuinità dei cibi si possono ottenere con uno stretto rapporto tra la cucina e l’agricoltura, tra la fantasia e la creatività degli chef e la sapiente mano dell’agricoltore che garantisce una materia prima sicura e tipica.”

Ok, non è la soluzione dei mali dell’agricoltura, ma è lo vedo come un interessante approccio di co-marketing fra esperti della tavola e esperti del campo, quasi un “just-in-time” dell’agroalimentare.

Photo credit: Brian Ballard

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: