Pubblicato da: CSpadoni | 7 aprile 2010

Agricoltori, dalla A alla WWW

Il titolo alternativo a questo post era “AAA cercansi agricoltori sul WWW“.
In queste ultime settimana, sono stati molti gli stimoli che ho ricevuto in merito al binomio di cui tratto nel blog: internet & agricoltura.

Da una parte il lancio di “twittingcantine” (#tweetyourwines).
Ne parlano accuratamente SchemaLibero e Pamela Guerra. La voce dei vigneti e degli oliveti verrà esportata in rete a colpi di 140 caratteri. Il Vinitaly sarà un palcoscenico di prim’ordine per ascoltare le conversazioni che derivano da questa iniziativa di Susanna Crociani e Paolo Ghislandi di Cascina i Carpini in collaborazione con Roberto Colombo di Cromobox.

Internet e agricoltura - Image LineDall’altra parte, ci sono le statistiche.
230.000 agricoltori francesi (su un totale di 470.000 exploitations, così sono censite le aziende agricole in Francia) sono connessi ad Internet. Caspita! I cugini d’oltralpe si stanno avvicinando al 50% (anzi, se si considera il numero di aziende professionali, la percentuale di agricoltori connessi sale al 75%). [fonte: Gentilleau, 2010]
E in Italia? Una recente indagine condotta dall’Università di Bologna in collaborazione con l’azienda per cui lavoro (Image Line) ha evidenziato come

l’88% degli agricoltori intervistati si collega ad Internet almeno una volta la settimana. Di questi, il 73% si connette tutti i giorni. Fra le informazioni più ricercate, le previsioni meteorologiche ed i prezzi di mercato dei prodotti ottenuti in azienda: per trovare questi dati, gli operatori si connettono al web o ricevono newsletter almeno una volta la settimana (le percentuali sono rispettivamente dell’85% e del 50%).

Ne ho scritto qui su Agronotizie. “Internet si rivela come il mezzo di comunicazione a cui gli agricoltori intervistati si affidano maggiormente per la propria attività: il 69% lo giudica importante o molto importante. Fra le ulteriori “fonti di informazione”, sono indicati i periodici tecnici (52%), i consulenti e le associazioni di categoria (52%), le fiere e le mostre specializzate (44%).

Ora vorrei fare un passo in più. Sarebbe interessante poter analizzare la “parte attiva della rete”. L’esperienza degli agricoltori (nello specifico, i vitivinicoltori e gli olivicoltori) che twitteranno durante il Vinitaly costituisce già un esempio di approccio proattivo e partecipativo al web. Tanti altri produttori stanno generando contenuti in rete (e non intendo solo pubblicare le news sul proprio sito web): blog, account su Twitter o su Friendfeed, partecipazione a forum… Tanto per citarne alcuni, mi piace come blogga il risicoltore Carlo Zaccaria e sono uno spettatore divertito dei video che Emanuele pubblica sul canale YouTube di Terre Contese.

Nei prossimi post vorrei provare a disegnare un quadro più ampio di come anche in agricoltura le persone si stiano “trasformando” da semplici fruitori di Internet a protagonisti del web. (<– un messaggio velato per dire “iscrivetevi al feed di questo blog” 🙂

ps l’immagine è “presa in prestito” da Image Line

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Responses

  1. […] Sì! Il bello è che oltre a raccontare cosa succede nella propria Impresa (ho scritto apposta la “I” maiuscola, per la tanta fatica che il consumatore non vede quando tiene in mano una bottiglia di vino o una padella di pesche… babbo Francesco insegna) si possono condividere le proprie storie, ci si può confrontare con gli amici, i clienti, i “colleghi”, si può coltivare un’idea. […]


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